La Macchina dello Stato

Nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia si è tenuta la mostra:

La Macchina dello Stato

Leggi, uomini e strutture che hanno fatto l’Italia

Protagonista è lo Stato unitario e le sue strutture organizzative tra il 1861 e il 1948, e il ruolo che queste strutture hanno avuto nel disegnare contorni e contenuti della nuova realtà del Paese unificato.

Sede naturale della Mostra è l’Archivio centrale dello Stato che conserva il patrimonio documentario delle amministrazioni centrali dello Stato dall’Unità, riflettendone, dal centro alla periferia, la storia politica, amministrativa e sociale.

Sono ben governati e progrediscono nella civiltà quei popoli che conoscono se stessi. Una tale conoscenza si acquista collo studio coscienzioso ed esatto delle condizioni locali, che svelano appunto i bisogni più urgenti e più universalmente sentiti…

Queste parole, inserite in una circolare del Ministero dell’interno (1899) che impartisce disposizioni ai prefetti sulla rilevazione di dati sul territorio nazionale, individuano con efficacia il filo rosso che si snoda lungo tutto l’impianto teorico e strutturale della Mostra: una ricognizione sugli interventi dello Stato nei diversi ambiti dell’organismo sociale, sugli ordinamenti che ha stabilito, sui sedimenti organizzativi che ha lasciato, una lettura della ” macchina dello Stato” non solo attraverso la storia interna, per esempio della burocrazia, ma anche dal di fuori, relativa ai segni e cambiamenti operati nella società.

Il percorso si articola su tre filoni.
Si comincia con una carrellata storica sui primi anni postunitari fino alla crisi di fine secolo culminata con l’assassinio di Umberto I, sulle grandi riforme giolittiane e la progressiva presenza dello Stato nella vita pubblica, passando per lo spartiacque della Prima guerra mondiale, e quindi nel periodo fascista sino alla tragedia finale della guerra con gli orrori delle leggi razziali.
Poi, la rinascita con la Resistenza e la Repubblica.

Segue un settore dedicato ai “numeri”, ovvero i quadri statistici risultati dalle grandi inchieste promosse per conoscere le diverse realtà del giovane Stato.

Infine a conclusione uno spazio aperto con monitor, filmati, touch screen, pareti attrezzate con tecnologia QR Code, che permettono ai visitatori di consultare banche dati, riproduzioni digitali dei più importanti documenti.

La mostra, pensata per un pubblico ampio, rivolta specialmente ai giovani e al mondo della scuola, si avvale non solo delle fonti documentarie conservate presso l’Archivio, ma anche di altre forme della memoria: gli strumenti del lavoro, materiale iconografico e documenti filmati provenienti da altri musei e istituzioni.

Il catalogo della mostra edito da Electa (costo € 20), che si presenta come un testo rigoroso ma di agevole lettura,
è arricchito da un ricco apparato illustrativo e ospita saggi di studiosi come Giuseppe Galasso, Guido Melis, Romano Ugolini, di archivisti e di specialisti di statistica, iconografia e storia della fotografia.

Il sito della mostra