Sede

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La sede dell’Archivio centrale dello Stato è un edificio monumentale progettato dagli architetti De Renzi, Figini e Pollini, destinato originariamente a sede della Mostra dell’autarchia, del corporativismo e della previdenza sociale nell’ambito dell’Esposizione Universale del 1942.

L’edificio, di cui prima della guerra erano state eseguite solo le fondamenta e le strutture portanti, fu portato a termine negli anni Cinquanta su iniziativa di Virgilio Testa, commissario straordinario dell’Ente EUR, con l’adattamento del palazzo alle esigenze dell’Istituto.

Negli anni Novanta, in occasione del 40° anniversario dell’istituzione, l’Archivio centrale ha avuto una rilettura degli spazi interni destinati al pubblico (ingresso, sala di studio, biblioteca, sala convegni) riprogettati dall’architetto Giulio Savio. Gli ambienti interni sono valorizzati da opere pittoriche e scultoree di Angelo Cucciarelli, Piero D’Orazio, Carlo Lorenzetti, Paolo Pasticci e si sono ulteriormente arricchiti negli ultimi anni grazie a donazioni di altri artisti contemporanei, andando a costituire un piccolo ma significativo nucleo museale.

L’edificio è stato dichiarato di interesse particolarmente importante con decreto del 29 marzo 2004 della Sovrintendenza Regionale per i beni e le attività culturali del Lazio.

Riferimenti bibliografici:

L’Archivio centrale dello Stato 1953-1993, a cura di Mario Serio, Ministero per i beni culturali e ambientali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1993 (Pubblicazione degli archivi di Stato, Saggi 27)