Il trasferimento della Capitale

Il trasferimento della Capitale da Torino a Firenze nelle carte dell’ Archivio centrale dello Stato (1864-1870)

di Carla Nardi

cache-cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_1d08ac33839a890b19e0d3ad0d91262eLa convenzione italo-francese di Parigi del 15 settembre 1864, prevedeva, in una clausola, il trasferimento della Capitale d’Italia da Torino a Firenze). Con delibera del Consiglio dei Ministri in data 23 ottobre 1864, si affidava altresì al Ministro dei Lavori Pubblici tutto quanto concerneva l’allestimento dei locali destinati quale sede delle Camere legislative e delle Amministrazioni centrali nella città di Firenze. Il 26 ottobre è nominata testè una apposita Commissione Tecnica destinata a sovraintendere allo studio e all’esecuzione dei lavori di adattamento dei vari edifici governativi. Sono nominati membri della Commissione: Agostino della Rocca (Presidente), il cav. Carlo Falconieri (“ingegnere architetto del Governo Italiano”), l’ingegner Giovanni Castellazzi, l’ing. Capo del Genio civile il professor Pier Luigi Montecchini (segretario della Commissione.Tra il 29 novembre e il 9 dicembre dello stesso anno, si dà inizio in Senato, a Torino, al dibattito e si vota, a scrutinio segreto, la legge sul trasferimento della Capitale del Regno a Firenze: 134 i voti a favore, 47 contrari e 2 astenuti. L’11 dicembre successivo la legge è promulgata. Il trasferimento dei dicasteri centrali dovrà attuarsi entro il termine massimo di 6 mesi. Il 13 dicembre partono da Torino alla volta di Firenze: il ministro dei Lavori pubblici il senatore Stefano Jacini, i senatori Cambray-Digny, Orso-Serra e Scialoja, per dare il via alla scelta dei nuovi locali da destinare a sede degli uffici governativi, della Camera dei deputati e del Senato del Regno. Il fondo archivistico appartenente al dicastero dei Lavori Pubblici, Segretariato generale, versato all’Archivio di Stato di Roma nel 1928, contiene interessante e ricca documentazione, corredata da lucidi e materiale grafico, sui progetti per i lavori di adattamento di diversi stabili fiorentini da adattare a nuova sede degli uffici governativi.

Il trasferimento doveva essere effettuato in tempi brevi. Le carte rivelano l’intensità dei lavori preliminari di esproprio, per pubblica utilità di conventi, monasteri ed altri edifici da utilizzare per l’installazione in Firenze, delle pubbliche amministrazioni, della Camera e del Senato, nonché i febbrili lavori di preparazione e riattamento cui furono sottoposti gli edifici prescelti da destinare ai nuovi uffici. Relazioni, progetti, istanze di impresari di opere pubbliche, preventivi di spesa e capitolati, stati di dettaglio spese e circolari di istruzioni redatte dai singoli ministeri, nonché notificazioni al Ministero dei Lavori Pubblici delle date rispettive entro le quali ciascun dicastero avrebbe completato il trasferimento. Il ministero degli Affari Esteri comunica con una circolare che ultimerà il trasferimento dei propri uffici in Firenze entro il 15 maggio 1865, mentre il dicastero della Istruzione pubblica entro il 12 dello stesso mese e quello della Marina invita a inviare la corrispondenza a Firenze solo a partire dal 16 maggio, data di inizio della sua attività fiorentina. Il dislocamento poi del personale impiegatizio e dei rispettivi nuclei familiari fu agevolato grazie alla concessione di sussidi e di indennità”, alla concessione di agevolazioni ferroviarie (convenzione stipulata dal ministero dei Lavori Pubblici con le amministrazioni ferroviarie in data 16 marzo 1865 per il trasporto a Firenze dei mobili ed archivi del Governo e degli impiegati e rispettive famiglie) e all’assegnazione di alloggi temporanei, nonché alcune facilitazioni disposte dal ministero della Istruzione pubblica in merito al compimento dei corsi di insegnamento ai figli degli impiegati trasferiti che avrebbero potuto continuare a Firenze gli studi presso istituti analoghi a quelli frequentati a Torino, e poter così essere in grado di sostenere gli esami sui programmi seguìti prima del trasferimento. Oltre ai verbali delle riunioni della Commissione tecnica, cui si è già accenato, e alle numerose “relazioni” redatte dalla stessa sullo stato di avanzamento dei lavori o su alcune vertenze verificate si nel corso degli stessi, ricca documentazione di natura contabile si riferisce al collaudo e alla liquidazione finale degli stabili ultimati. A tal proposito fu nominata una apposita “Commissione di ricognizione, collaudo e liquidazione”. Tra questi documenti una parte cospicua è costituita dalla carte della Prefettura fiorentina: note, istruzioni, contratti in copia, verbali di consegna fabbricati. Del resto il conte Gerolamo Cantelli, prefetto di Firenze, era stato incaricato, su delega del ministro, di sovraintendere ai lavori della Commissione Tecnica. Il personale utilizzato nei lavori del trasferimento era alle dirette dipendenze rispettivamente dell’Ing. Capo del Genio civile Francesco Mazzei e dell’Ispettore del Genio civile Carlo Falconieri.